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D.P.C.M. 20/07/1939

16. Gli ospedali infantili devono avere a disposizione, in ogni caso, ampie zone a giardino o prato alberato. Negli ospedali generali, dove i reparti pediatrici non possono avere a disposizione un adeguato spazio a giardino, è consigliabile che i reparti medesimi siano collocati all'ultimo piano dell'edificio, dove possono beneficiare di ampie terrazze a livello. Gli ospedali infantili, oltre ai requisiti di oftalmoiatria, di otorinolaringoiatria e di ortopedia, quando per ognuno di essi si possano raggiungere i trenta D.P.C.M. 20/07/1939 – Istruzioni per le costruzioni ospedaliere. posti-letto. E' preferibile che ogni reparto degli ospedali infantili disponga di alcune camerette individuali e di sale di degenza comuni, suddivise in compartimenti da 1-2 e 4 letti per mezzo di tramezzi semivetrati alti m 2. Ogni reparto deve avere sezioni per lattanti corredate di un piccolo bagno per ogni 4 culle. I dormitoi per le madri devono essere possibilmente nello stesso corpo di fabbrica. Le sezioni sono promiscue per bambini di ambo i sessi fino all'età di 5 anni. La superficie per ciascun letto nelle sale di degenza non deve esse- re inferiore ai m2 4 ed il cubo al m3 12,80. Oltre ai servizi di cui alle norme generali, il reparto pediatrico deve avere:

a) una cucinetta per il latte e le pappe;

b) una saletta per l'allattamento da parte delle madri ambulanti;

c) una stanza per la visita dei parenti posta in vicinanza dell'ingresso o della scala di accesso al reparto, divisa in due da una parete vetrata e con duplice ingresso. Gli ospedali infantili devono essere provvisti di refettori ed eventualmente di un'adeguata aula scolastica. Istituti di cura per tubercolotici

17. Nella redazione dei progetti occorre tenere presente che gli istituti di cura per tubercolotici vengono distinti nelle seguenti categorie:

1) sanatori propriamente detti o sanatori climatici;

2) ospedali sanatoriali;

3) reparti ospedalieri per tubercolotici;

4) infermerie per tubercolotici;

5) colonie post-sanatoriali:

a) lavorative;

b) per migliorati stabili. I sanatori propriamente detti, oltre le particolarità di costruzione e di attrezzamento tecnico e sanitario comuni ad istituti del genere, devono essere ubicati in località dotate di caratteristiche climatiche che consentano un indirizzo terapeutico conforme alla denominazione. Le colonie post-sanatoriali per migliorati stabili devono possibilmente sorgere nelle vicinanze di uno o più istituti di cura per tubercolotici. Le colonie postsanatoriali lavorative devono sorgere in località prossime all'ambiente ordinario di lavoro. La località deve essere scelta dove le nebbie sono rare e non persistenti ed in modo che gli edifici:

a) siano riparati dai venti di nord e dai venti dominanti (d'infilata) mole sti;

b) beneficino di un orizzonte vasto ed ameno;

c) siano ampiamente esposti a mezzogiorno ed abbiano il maggior numero di giorni e di ore di sole. L'edificio deve essere a sufficiente distanza da aggregati di abitazione ed avere un'area della seguente estensione:

a) per sanatori climatici, per ospedali sanatoriali e per colonie post sanatoriali lavorative non meno di m2 200 per letto;

b) per colonie per cronici non meno di m2 100 per letto;

c) per infermerie e reparti ospedalieri per tubercolotici non meno di m2 75 per letto. Tra i tipi schematici di costruzione speciale per sanatori è consigliabile quello a padiglione unico, a più piani, non eccedente il numero di sei fuori terra, ed a prevalente costruzione a due corpi. IV ISTRUZIONI SPECIALI AGLI EFFETTI DELLA PROTEZIONE ANTIAEREA E CIVILE Ubicazione - occultamento - strutture, ecc.

18. L'ospedale deve essere situato, di preferenza in posizione elevata sul terreno circostante, largamente ventilata. La zona deve essere lontana dai probabili bersagli dell'offesa aerea nemica e, cioè, principalmente lontano da caserme, aeroporti, centri ferroviari e stradali, magazzini ed officine militari, porti, arsenali, ecc. Sarà elemento preferenziale l'eventuale presenza in prossimità, di scar- pate, in cui si possano ricavare caverne-ricovero ben protette e di accesso facile, sicuro e rapido. Le piante degli edifici devono essere aperte e gli elementi di cui sono costituite devono essere il più possibile distanziati per ridurre al minimo gli effetti del bombardamento. Nel caso in cui vi siano piani attici, i ricoveri devono di massima essere costruiti in corrispondenza degli attici medesimi, in modo da avere su di essi la maggiore massa coprente. E' da consigliare di ricavare i ricoveri, ove possibile, in corrispondenza dei punti nei quali si può avere doppio muro di spina e precisamente in basso, nell'interno di tali doppie strutture. Le strutture devono, di massima, essere in muratura ordinaria e per essi si debbono osservare le norme tecniche di edilizia, con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti, di cui al R.D.L. 22-11-1937 n. 2105 . Le coperture devono essere preferibilmente a terrazzo. Nelle località in D.P.C.M. 20/07/1939 – Istruzioni per le costruzioni ospedaliere. cui condizioni climatiche speciali ne richiedano la costruzione, i tetti devono avere particolare robustezza e devono essere costruiti con materiali incombustibili o resi tali con trattamenti speciali (sostanze impregnanti o vernici ignifughe), che li rendano atti a resistere all'azione del fuoco. I solai devono essere costruiti in cemento armato, o, meglio, a struttura mista e devono essere coperti, di preferenza, da pavimento duro e compatto, non combustibile, che partecipi alla resistenza, alla penetrazione e, in certo senso, alla monoliticità dell'edificio. Deve essere curato lo sfalsamento, nei vari piani, di travi, travetti, nervature e simili. E' necessario avere, in alto, una dotazione autonoma di acqua, sia per il servizio anti-incendi, che per quello anti-gas. Sono da scar- tare le forme architettoniche molto appariscenti e monumentali che rendono i fabbricati visibili ed individuabili dall'alto, nonchè modanature e ornati esterni molto pronunziati con anfrattuosità che trattengano gli aggressivi chimici persistenti (specie iprite), e ne rendano meno agevole la bonifica. E' consigliabile l'impiego di cornicioni a forte inclinazione, o di robusti lastroni a mensola costituenti balconi, specie se ottenuti col prolungamento delle solette dei solai. Per gli intonachi esterni deve darsi la preferenza a quelli che non assorbono gli aggressivi chimici, o che li assorbono in quantità trascurabile. Le chiusure devono essere il più possibile robuste ed ermetiche (o rendibili tali) sia per il gas che per la luce. Sono da preferirsi chiusure con materiali che resistano fortemente al fuoco. Gli ospedali che si trovano nell'interno dei centri abitati non devono avere esternamente tinte vivaci ed in contrasto con la colorazione delle zone attigue. E' anche necessario, in tali casi, evitare la presenza di larghe superfici riflettenti, a meno che esse possano essere facilmente copribili. Così pure è necessario, con alberato di alto fusto, con giardini pensili e simili accorgimenti, contribuire all'occultamento dell'ospedale, analogamente a quanto si prescrive per gli altri edifici. Criteri opposti devono, invece, essere adottati per quanto riguarda ospedali isolati, in zone che so- no lontane e resteranno presumibilmente tali per molti anni, da centri abitati e centri militarmente importanti. Lateralmente, per la parte interrata, è sempre necessaria l'intercapedine, che deve essere superiormente coperta, a meno che altre esigenze, per esempio di igiene, di illuminazione, ecc., non richiedano che le intercapedini stesse restino scoperte. Le strutture esterne stradali e simili possono essere a contatto, ma non debbono essere solidali con quelle dell'edificio. Le tubazioni di gas, acqua, luce, ecc., devono essere il più possibile protette. Esse devono es- sere site nei punti meno esposti o resi tali (angoli, incassature, ecc.); devono essere facilmente e sicuramente chiudibili ed isolabili e tali da non produrre danni sensibili in casi di rottura. La protezione preventiva antincendi deve essere particolarmente curata. E' necessario eliminare, specie in alto, parti incendiabili, curare buone chiusure ed opportuni tracciati e disposizioni di condutture di gas, acqua e luce; formare l'edificio in modo da evitare possibilità di facili tiraggi di aria che portino alla diffusione di eventuali incendi, predisponendo sia eventuali chiusure di trombe di ventilazione che l'isolamento di scale, ascensori e simili. E' opportuno che ogni blocco o padiglione ospedaliero abbia un separato ricovero rispondente alle caratteristiche tecniche costruttive di cui alla legge del 10-6-1937 n. 1527, e relative norme esplicative. Nel caso di ricovero unico o di ricoveri speciali, si dovrà collocarli in posizione adatta e tale da essere protetti nel miglior modo possibile dall'azione del gas, delle schegge e dell'onda di scoppio. La opportunità di dotare gli edifici ospedalieri di tali ricoveri dovrà essere esaminata e decisa caso per caso, sentito il parere delle autorità preposte alla protezione antiaerea. Tutte le finestre ed aperture che danno verso strade, piazze, cortili devono essere provviste di scuri e persiane per non far trapelare luce all'esterno in casi di allarmi notturni. Abbaini e lucernari, sprovvisti di scuri, devono essere dotati di mezzi di oscuramento. Nello studio della ripartizione dei locali, deve essere prevista la destinazione di uno o due di essi, di dimensioni sufficienti e muniti di scaffali e armadi per la custodia dei materiali ed attrezzi (piccozze, badili, asce, cassette di sabbia, secchi, mastelli per acqua, estintore a mano, lanterne, caschi metallici, tute, maschere), necessari alle squadre antincendi di primo intervento, a quelle sanitarie di pronto soccorso, a quelle tecniche per le ripartizioni, ecc. In corrispondenza di ogni corpo di fabbrica devono poi essere installate le necessarie bocche da incendio a disposizione del servizio pompieri. Ove possibile, è bene dotare l'ospedale di una sirena d'allarme. Per ogni ospedale, senza distinzione di categoria, deve essere preveduto nel progetto di collegamento telefonico con l'organo locale preposto alla protezione antiaerea. Per assicurare la illuminazione dell'ospedale, anche in caso di interruzione delle sorgenti alimentatrici generali della illuminazione cittadina, è ne- D.P.C.M. 20/07/1939 – Istruzioni per le costruzioni ospedaliere. cessario provvedere alla installazione di un impianto di soccorso per la illuminazione a luce elettrica di determinati locali, come sale operatorie, corridoi, scale, ricoveri e simili, l'impianto è da realizzare con un gruppo elettrogeno o a mezzo di batterie di accumulatori installate nei vari edifici, caricate a tampone e pronte ad entrare in funzione al momento del bisogno. V DISPOSIZIONE GENERALE

19. Quando trattasi di costruzioni di ospedali, dipendenti da Enti o da Istituti a carattere interprovinciale o nazionale le attribuzioni demandate al Prefetto spettano al Ministro per l'interno.

 

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